Legge Bodyguard (Guardia del Corpo)

 

Legge Bodyguards (Guardie del Corpo)

"Il mercato detta le leggi di uno Stato", non è una banale concessione al pensiero di Smith secondo cui è l'economia la grande mano che muove il Mondo, ma una constatazione rispetto a ciò che è accaduto, negli anni, in un mercato come quello dei servizi di sicurezza dei beni e delle persone...

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Guardie del corpo, una professione particolare

Analizziamo il caso di una professione particolare, esercitata sul filo della legalità, a fronte di una pressante domanda di mercato: il Body Guard o per dirla all'italiana Guardia del Corpo:

Dire che si tratta di una nuova figura professionale equivale a restringere il campo di interesse solo al nostro Paese, poichè all'estero l'addetto alla sicurezza o la Guardia del Corpo rappresentano impieghi già conosciuti e disciplinati da tempo. In Italia la questione è più delicata, al punto che allo stato della vigente legislazione dovremmo concludere che il Bodyguard, salvo travestirsi da factotum o da autista, non è in regola con la legge. Infatti, in Italia, la tutela della sicurezza, intesa nella sua più ampia accezione, è compito e prerogativa dello Stato. Pertanto le azioni che si muovono in questo campo, sia in chiave preventiva che repressiva, altro non sono che esplicazioni di pubblici poteri.

In questa visione si esclude anche ogni iniziativa di autoprevenzione da parte di chicchessia. Il quadro di riferimento normativo è circoscritto dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. Da questo insieme di norme, appunto, si desume che lo Stato mantiene ben salde nelle mani dei poteri pubblici le competenze in tema di tutela delle persone e dei loro beni.Questa scelta di principio vede un eccezione che , per la verità, sarebbe rimasta di portata marginale se non fosse stata la domanda del mercato ad estenderne il peso e la dimensione. Infatti, il TULPS lascia in qualche modo ai privati la possibilità di concorrere alla pubblica funzione di tutela dei beni mediante l' impiego di guardie particolari giurate dipendenti da istituti di vigilanza, oppure dai proprietari dei medesimi beni da tutelare. Così grazie al disposto degli artt. 133-141 del TULPS e degli artt. 246-260 del regolamento di esecuzione, si è delineata e poi sviluppata l'imprenditoria della vigilanza privata intesa in un primo tempo in funzione di concorso con i pubblici poteri, ma poi sempre di più come autonoma forma di fornitura di servizi di sicurezza sempre più essenziali nella complessità della nostra società e, perchè no, della nostra economia.

Se questo è vero in un' ottica squisitamente imprenditoriale resta però anche vero che l'apertura all'opera di privati operata dal TULPS, resta un'eccezione rispetto al principio generale sul quale continuo a insistere ( perchè da quì nascono le difficoltà ad inquadrare nella legge la figura del Bodyguard), della titolarità da parte delle forze di polizia della salvaguardia istituzionale delle persone e dei beni. Proprio per questo motivo la concessione di autorizzazioni per l'espletamento di servizi di sicurezza, come la vigilanza, viene subordinata alla verifica del fondamentale presupposto dell'utilità di detti servizi di sicurezza in concorso con quella già esplicata ed assicurata sul territorio dalla forza pubblica. Non solo, ma allo Stato compete anche successivamente all'autorizzazione, il controllo sull'operato e sull'organizzazione delle imprese di vigilanza o sulle guardie particolari giurate assunte da privati.

Se nel campo della tutela dei beni, il legislatore ha lasciato spazi di collaborazione da parte di propietari o di imprese di vigilanza capaci di supportare lo Stato nella quotidiana opera di salvaguardare l'ordine pubblico, non si rinviene un'eguale apertura sul terreno della tutela dell'integrità fisica delle persone. Quindi se entro certi limiti si è da sempre profilata la possibilità ( oramai ampia) di organizzare in forma imprenditoriale la fornitura di servizi di sicurezza o vigilanza sui beni , per evitarne la sottrazione o il deterioramento, il servizio di sicurezza a tutela della persona ( bodyguard o guardia del corpo) non è oggetto di convenzioni private. Alla tutela dell'integrità fisica delle persone provvede la polizia dello Stato. Atteso tutto ciò, possiamo dire che, allo stato dell'attuale legislazione, l'istituto di vigilanza o la guardia giurata che, in luogo di una legittima vigilanza sui beni, esplicasse un'attività di tutela o di difesa delle persone, abuserebbe certamente della licenza, esponendosi a tutte le conseguenze che da tale abuso la legge fa discendere.

A questo punto alcune domande nascono spontanee...

 

  • come fanno coloro che seguono il Presidente Silvio Berlusconi?
  • Sono leggittimati a svolgere la funzione di Bodyguard?
  • Allora o sono tutti poliziotti o non hanno titolo per fare le Guardie del Corpo!

 

In un prossimo articolo vi darò le risposte!!!

A presto,

Carmelo Scicolone

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