"The Bodyguard" omaggio a Whitney Houston

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 "The Bodyguard"  omaggio a Whitney Houston

 

A seguito della scomparsa di Whitney Houston, in questi giorni viene trasmesso da alcune emittenti TV, il film che probabilmente meglio poteva celebrare il mito di questa bravissima cantante:

 

“ The Bodyguard “. Personalmente ricordo e rivedo sempre volentieri questo film, non tanto per la trama o la sceneggiatura, ma perchè ai tempi ...parliamo di venti anni fa …, segnò il punto di svolta su quella che era una professione (Bodyguard) fino ad allora decisamente atipica, un po' troppo romanzata e ancora piuttosto sconosciuta ai più. Nel '92 mi trovavo ancora negli USA per un ottimo contratto di lavoro, ...dai media appresi dell'imminente uscita del film e mi ripromisi di andarlo a vedere quanto prima con i colleghi americani, più che altro per farci quattro risate …...Con grande sorpresa invece, apprezzammo il buon livello tecnico dell'attore protagonista, segno inequivocabile che era stato ben addestrato al ruolo e ben seguito da professionisti Guardie del Corpo che lo consigliavano all'uso di tecniche più all'avanguardia per l'epoca. Altresi, il film enfatizzava la grande differenza di professionalità tra una VERA guardia del corpo chiamata a “ risolvere “ dei gravi problemi di sicurezza ,...e l'ingombrante “ gorilla “ vecchio stampo che si arrabattava a svolgere un lavoro importante ma in modo approssimativo e lacunoso ….......(come peraltro a volte capita di vedere ancora oggi …...).

Altra carta vincente del regista Mick Jackson, fu quella di porre particolare attenzione ai dettagli del lavoro di una Guardia del Corpo …....notiamo ad esempio che tra le armi in dotazione al professionista spiccava una bellissima H&K P7 squezzer cocker; molto apprezzabili anche le tecniche di tiro al buio ad occhi chiusi nella scena del bosco innevato ….oppure le tecniche di guida evasiva e difensiva che vengono insegnate al giovane ed inesperto autista, e ancora il mettere in pratica tutte quelle procedure di sicurezza che sono diventate col tempo i “pilastri portanti“ di un valido sistema di tutela personale …..e non ultimo, il fatto di “lasciare“ il lavoro quando ci si accorge di essere coinvolti sentimentalmente ….........…..insomma un perfetto manuale del buon Bodyguard …..Ricordo anche che ai tempi , sull'onda emozionale del film , anche in Italia si ravvivò notevolmente il mercato della security con parecchie richieste di scorte e guardie del corpo di un certo livello e conseguentemente, di centri di addestramento qualificati come quello di E.B.A..... In conclusione, un bel film con ottimi protagonisti ma sopratutto un documento che ha mostrato una realtà lavorativa, ben diversa dall'immaginario collettivo .

Alla prossima

Claudio Bramati (consigliere europeo E.B.A)      cla

 

 

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