Dallo Stalking alla violenza domestica

 Dallo Stalking alla violenza domestica

“Con grande piacere vi segnalo questo progetto promosso dal Comune di Bresso che ci vedrà in prima linea. Infatti, il vice presidente dell’E.B.A Deborah Di Donna, in qualità di titolare di licenza investigativa in ambito commerciale e penale, e la nostra formatrice Cinzia Mammoliti , esperta in criminologia, terranno presso l’Università delle donne di Bresso quattro docenze sui temi stalking e elementi di criminologia, manipolazione mentale, mobbing e violenza domestica. Visitate il sito del Comunedi Bresso (www.bresso.net ) o il sito www.didonnainvestigazioni.com per conoscere il calendario dei corsi.”

 

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Qualcosa in più sulla Violenza Domestica:

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Non esiste una definizione universalmente accettata della violenza contro le donne. Alcuni attivisti dei diritti dell’uomo preferiscono definire il concetto in maniera più ampia, facendovi rientrare anche le “violenze strutturali”, come la povertà oppure la disparità di accesso all’assistenza sanitaria ed all’istruzione. Altri invece hanno sostenuto l’opportunità di adottare una definizione più restrittiva, per non perdere l’incisività descrittiva del termine. Comunque, è stata riconosciuta da tutti l’esigenza di dotarsi di specifiche definizioni operative, in modo da rendere la ricerca ed il monitoraggio più specifici e più facilmente applicabili alle varie culture. La Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla Eliminazione della Violenza Contro le Donne del 1993 definisce la violenza contro le donne come “qualunque atto di violenza in base al sesso, o la minaccia di tali atti, che produca, o possa produrre, danni o sofferenze fisiche, sessuali, o psicologiche, coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che privata delle donne.” Questa definizione presenta la violenza nella sua dimensione di rapporto di forza tra i sessi, e parte dalla constatazione che “la violenza contro le donne è uno dei principali meccanismi sociali tramite i quali le donne vengono costrette in una posizione subordinata dagli uomini.” La definizione della violenza viene così ampliata, facendovi rientrare sia le sofferenze fisiche che quelle psicologiche subite dalle donne, e sia gli atti compiuti nella vita pubblica che in quella privata. La Dichiarazione individua tre principali contesti nei quali si manifesta la violenza contro le donne: la violenza in famiglia, quella nella comunità e la violenza commessa o condonata dallo Stato. La violenza domestica, secondo la definizione più comune, comprende gli atti di vessazione compiuti dal partner intimo o da altri membri del nucleo familiare, e consistenti in: Maltrattamenti fisici, come schiaffi, percosse, torsione di braccia, accoltellamento, strangolamento, bruciature, soffocamento, calci, minacce con un oggetto o un’arma, e l’omicidio. Sono comprese anche le pratiche tradizionali che recano danno alle donne: mutilazione dei genitali femminili e l’ereditabilità della moglie (la pratica di trasmettere in eredità la vedova e tutte le sue proprietà al fratello del marito deceduto). Vessazioni sessuali, come la costrizione al rapporto sessuale tramite minacce, intimidazione o forza fisica, rapporti sessuali estorti contro volontà, o coercizione ad avere rapporti sessuali con altri. Vessazioni psicologiche, che comprendono comportamenti volti ad intimidire e perseguitare e che prendono la forma di minacce di abbandono o di maltrattamenti, segregazione in casa, sorveglianza, minaccia di allontanamento dai figli, distruzione di oggetti, isolamento, aggressione verbale e umiliazione continua. Vessazioni economiche, tra le quali atti come il rifiuto di concedere soldi, rifiuto di contribuire finanziariamente, privazione del cibo e delle esigenze di base, controllo dell’accesso all’assistenza sanitaria, all’occupazione, eccetera. Anche gli atti di omissione sono stati inclusi qui, come forma di violenza contro le donne e le bambine. Le discriminazioni nell’alimentazione, nell’istruzione e nell’accesso all’assistenza sanitaria dovute al sesso di una persona equivalgono a violazioni dei diritti delle donne. Da notare che anche se le categorie sopra esposte sono elencate separatamente, esse non si escludono a vicenda, anzi spesso si applicano allo stesso caso.

 

Un Abbraccio

Carmelo ....

 

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